18 settembre 2007

L'interpretazione dei Mass Media

Incredibile!
ieri sera ho assistito ad una full-immersion televisiva su Beppe Grillo, Ho iniziato con "Primo Piano" per finire con "La storia siamo noi" di G. Minoli.
Alla fine quando ho spento ero quasi stato plagiato, ero pronto a credere nelle balle propinate da questi signori (escludiamo però, per diritto di cronaca Minoli, che non ha fatto altro che un riassunto ben fatto sulla carriera di Grillo) i quali mi stavano inducendo a credere nell'esatto contrario di quello che sto "elaborando" in questi mesi. I politici ospiti della trasmissione di Rai Tre, Bindi e Tabacci, si sono comportati in maniera consona al proprio ruolo, come sempre; ed i giornalisti?
Stendiamo un velo pietoso su come stanno interpretando le parole di Grillo...Dal mio punto di vista Grillo propone cose semplici ed intelligenti, spingendo la gente che vive sul territorio a partecipare attivamente alla politica locale per controllare, proporre e confrontarsi con la classe dirigente della propria città; è naturale che Grillo provochi, usando parole che i media "accolgono" nel senso letterale dei termini utilizzati.
Non capisco come mai questi bravi giornalisti debbano ogni volta interpretare al contrario le parole: se un comico a volte si comporta da provocatore lo prendono alla lettera, se un politico esordisce con delle emerite cazzate i giornalisti interpretano le sue parole alla ricerca del messaggio subliminale che, solo loro, riescono a leggere tra le righe.
Ida Magli nela suo libro "Per una rivoluzione Italiana" spiega in modo molto chiaro quanto una buona parte dei giornalisti, che leggiamo ed ascoltiamo tutti i giorni, aggiungo, siano subordinati alla classe politica invece di esserlo nei confronti della corretta informazione.

0 Commenti:

Posta un commento

Iscriviti a Commenti sul post [Atom]

<< Home page