23 luglio 2006

Non si finisce mai

So di scoprire l’acqua calda, che di questo si è già parlato e che se cercassi sulla rete le informazioni che desidero sarei in grado di recuperarle molto rapidamente; il problema è un altro, mi domando come mai le nozioni che potrebbero esserci più utili non debbano essere diffuse dai mass media; come mai siamo noi a doverci porre mille domande e cercare le risposte anche per cose basilari, come la nostra salute?
Sicuramente siamo tutti in grado di documentarci ampliamente su temi ai quali siamo sensibili, ma, onestamente, non mi sono mai posto il problema riguardante i metalli, pesanti e non, contenuti nei cibi dei quali ci nutriamo.
Inutile discutere sulla salubrità di questi alimenti e sugli effetti collaterali che ne derivano.
È possibile che informazioni di questo tipo debbano essere “distribuite” da chi non si occupa di informazione nel senso stretto del termine?
Penso a quante colture crescono lungo le nostra rete autostradale o vicino alle nostre città e quanto esse siano soggette all’inquinamento; l’etichettatura riguardante la provenienza dei cibi è di per sé una beffa: sappiamo di acquistare cibi prodotti nella nostra nazione (in modo da evitare inutili importazioni ed esportazioni di merci che siamo in grado di produrre e che, come le arance, produciamo addirittura in abbondanza) ma non sappiamo dove più precisamente ciò è avvenuto; allora si potrebbe andare direttamente dal produttore e, conoscendone la zona di provenienza potremmo essere sicuri di nutrirci con dei cibi più genuini.
Ho sentito parlare dei “gruppi di acquisto” che contattano direttamente i produttori di frutta e verdura e, forti del loro numero, riescono anche ad ottenere un miglior rapporto qualità\prezzo.

Forse è ora che mi informi…..

Vorrei ringraziare ancora Beppe Grillo per aver stilato un elenco dei prodotti contaminati, acquistabili in ogni negozio.

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